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Intervista su i Seguaci @GameSurf

Kriesel14 mag 20116 min lettura
Novità interessanti emergono in seguito a un'intervista tenutasi da GameSurf. Jay Wilson entra nel dettaglio riguardo le tre classi differenti dei seguaci, alcuni accenni sulla trama, il gameplay, le abilità, il co-op, lo stile di gioco e altro.  
Blizzard
GS: Innanzitutto, buongiorno Mr Wilson e grazie per il tempo che ci è concesso. Siamo davvero curiosi di sapere qualcosa in più sugli eredi dei mercenari di Diablo 2, e siamo sicuri che non ci mancheranno risposte molto interessanti. Ma iniziamo dalle meccaniche di base: quanti sono i personaggi tra i quali potremo scegliere il nostro alleato? Saremo sempre limitati a un solo compagno attivo o avremo la possibilità di formare un mini-party più folto? Jay Wilson: Vorrei fare subito una precisazione: non avremo a che fare con "mercenari" ma con "seguaci" (followers, ndr). È una differenza non da poco; questi personaggi non si uniranno a noi dietro compenso, ma semplicemente decideranno spontaneamente di accompagnare il protagonista e offrire il loro aiuto nella sua missione. Il ruolo dei seguaci è cambiato rispetto alla controparte introdotta in Diablo 2. In ogni caso, sono previsti tre diversi personaggi reclutabili, e potremo portarne con noi sul campo di battaglia solamente uno per volta. Comunque, gli altri seguaci di cui abbiamo ottenuto i servigi saranno ad aspettarci nella nostra carovana all'interno delle varie città, in modo che in qualunque momento potremo tornare indietro e cambiare la nostra spalla. GS: Questo ci suggerisce che questi personaggi appartengano a classi predefinite e ben differenziate, diciamo bene? Possiamo conoscere meglio questi tre nuovi "amici"? Jay Wilson: Certamente. Ogni seguace ha caratteristiche distinte, che permetteranno al giocatore di scegliere un compagno che possa risultare complementare alle peculiarità della classe del personaggio principale. Ad esempio, abbiamo il Templar, un "guerriero sacro" dalle abilità perlopiù difensive. È un tenace combattente corpo a corpo adatto al ruolo di "tank", attirando su di sé gli attacchi nemici e risultando quindi una valida scelta per le classi meno idonee al combattimento diretto. Al contrario, lo Scoundrel (traducibile come "furfante" o "canaglia") è un personaggio smaccatamente offensivo, esperto nel tiro a distanza e dotato di abilità in grado di colpire direttamente i nemici. Infine, la Enchantress, anch'essa orientata verso il combattimento a distanza, svolge fondamentalmente un ruolo di supporto: le sue magie sono perlopiù a beneficio del protagonista, conferendogli diversi bonus in combattimento. GS: Quello delle abilità è un discorso interessante. Quanto è ampia la gamma di "trucchetti" che i seguaci potranno acquisire nel corso dell'avventura, e come funzioneranno? In Diablo 2, i mercenari non avevano accesso alla riserva di mana del PG principale: in questo nuovo capitolo è in vista un cambiamento? Jay Wilson: No, le abilità speciali dei seguaci non funzioneranno attraverso il mana, ma bensì saranno basate sul sistema del cooldown: ogni abilità avrà un tempo di ricarica prima del quale non potrà essere riutilizzata. Comunque, i seguaci avranno accesso ciascuno a 12 abilità uniche e differenziate. GS: Questo ci porta a una domanda che da tempo ci frullava nella mente: potremo controllare in qualche modo l'utilizzo dei poteri del nostro seguace? Sarà ancora gestito in maniera automatica oppure potremo impartirgli ordini e suggerire strategie, direttamente o indirettamente? Jay Wilson: No, niente del genere. Nella progettazione di Diablo 3 ci siamo posti l'obiettivo principale di mantenerci fedeli alla filosofia su cui poggia la serie, che fa della semplicità e dell'immediatezza del gameplay la prerogativa principale; per cui abbiamo voluto evitare qualunque elemento che possa appesantire o rendere più macchinosa l'esperienza di gioco. Gli alleati sapranno bene come comportarsi sul campo di battaglia, lasciando il giocatore concentrarsi sul controllo del proprio personaggio. GS: Immaginiamo che comunque resterà in piedi un certo grado di interazione con questi PNG, come la possibilità di equipaggiarli, di guarirli con magie o pozioni qualora la situazione si faccia critica, o l'onere di riportarli in vita nel caso venissero sconfitti. Jay Wilson: Le pozioni sono proprio uno di quegli aspetti che, per perfezionare il feeling d'immediatezza, abbiamo cercato di limitare il più possibile! Nel gameplay dei precedenti Diablo, esse avevano un peso non indifferente, e in certi casi potevano risultare una meccanica piuttosto scomoda, come appunto nel caso di dover guarire i mercenari trascinando la pozione sulla rispettiva icona. Abbiamo pensato a un metodo alternativo per il ripristino della salute: alcuni nemici, una volta uccisi, lasceranno cadere degli speciali oggetti guaritivi; raccoglierli restituirà parte dei punti ferita al personaggio principale e al suo seguace, così come a tutti i giocatori che lo stanno affiancando in cooperativa. Anche il sistema delle "resurrezioni" è stato rivisto radicalmente. Se in Diablo 2, per rimettere in sesto un compagno caduto, era necessario tornare alla città più vicina e farlo rianimare pagando una somma proporzionale al livello d'esperienza, in Diablo 3 abbiamo tolto la necessità di effettuare questi backtracking, in quanto i compagni non "muoiono" mai veramente: se vengono danneggiati pesantemente, essi al massimo possono venire temporaneamente incapacitati. La loro forza vitale si rigenererà automaticamente in un certo lasso di tempo, o in alternativa, potremo soccorrerli direttamente concentrandoci su di loro per qualche secondo, facendoli tornare pronti all'azione più velocemente. L'inventario degli alleati sarà invece ancora al suo posto, dandoci la possibilità di equipaggiarli con armi, scudi, armature o elmetti per migliorare le loro caratteristiche. GS: I seguaci potranno utilizzare anche oggetti speciali, come ad esempio alcuni mercenari di Diablo 2 avevano accesso ad armi e armature riservati a specifiche classi giocabili? Jay Wilson: Assolutamente sì. I seguaci avranno oggetti tutti per loro, che ne influenzeranno caratteristiche e abilità. Il Templar, ad esempio, potrà portare con sé i libri sacri, equipaggiabili unicamente da lui. GS: Con questo, ci siamo fatti un panorama davvero chiaro e completo sul gameplay. Non ci restano che un paio di domande meno legate alle pure meccaniche di gioco, ma che sfociano nel lato più "avventuroso" di Diablo 3. Hai detto che i seguaci si uniranno a noi di loro volontà. Quindi, dobbiamo aspettarci che li recluteremo man mano che procederemo attraverso la campagna? Per avere i loro servigi dovremo risolvere specifiche quest? Jay Wilson: Certamente, incontreremo i tre nel corso dell'avventura, e avremo modo di aiutarli e guadagnarci la loro fiducia, convincendoli a seguirci e supportarci. GS: La nostra ultima domanda vuole proprio approfondire questo discorso. Ci sembra di capire che i seguaci non saranno più solamente delle utili "armi" a nostra disposizione, ma "personaggi" a tutti gli effetti. Dobbiamo quindi aspettarci che abbiano una biografia e una personalità delineata, e un vero e proprio ruolo all'interno della storia? Magari potremo essere coinvolti in side quest legate a loro? Jay Wilson: Avete detto bene: i seguaci saranno veri e propri personaggi, dotati di una loro caratterizzazione e con una ragione d'esistere all'interno del mondo di gioco e della storyline principale. Non sono previste missioni correlate, ma abbiamo lavorato per renderli più che sagome passive e bidimensionali; abbiamo pensato a un certo grado di interazione con ambienti e situazioni, dove i nostri compagni avranno modo di dire la loro.